venerdì 18 novembre 2011

Emerson, Lake & Palmer - Progressive Rock e richiami alla musica colta

Metal Shock N. 440, 15/31 Ottobre 2005 - Prog Planet - Retrospettive - Emerson, Lake & Palmer: Progressive Rock e richiami alla musica colta

E’ da poco uscita un’ennesima versione video di “Pictures at an Exhibition” di Emerson, Lake & Palmer. La cadenza è ormai quinquennale (tanto che gli extra sono sempre più esigui…) e, stavolta, il pretesto è stato il trentacinquesimo anniversario del concerto in questione. Vorrei però approfittare di quest’occasione, per parlare di un aspetto dello stile del gruppo che viene spesso tralasciato a favore della spettacolarità e del virtuosismo.
     Non è certo questa la sede per approfondire le innumerevoli innovazioni introdotte dal trio. Se scontati possono apparire gli esperimenti sulle tastiere elettroniche di Keith Emerson, rimando, per il resto dell’organico, agli speciali sulla strumentazione ‘progressive’ che ho curato su questa rubrica (in particolare a “La batteria”, vedi Metal Shock N. 408, 15/30 Giugno 2004, pp. 16 – 17). Né potrei dilungarmi sui temi verbali, che meriterebbero uno spazio a parte. Basti ricordare che, se la maggior parte dei gruppi progressivi tende a esprimere la protesta controculturale attraverso utopie spirituali, favolistiche, mitologiche, derivate dalla letteratura e non, Emerson, Lake & Palmer preferiscono rivolgersi alla fantascienza. Ciò che spaventa gli artisti ‘progressive’ è l’impoverimento spirituale, la spersonalizzazione, la ‘disumanizzazione’ dell’uomo moderno provocate dal progresso tecnologico che apporta tutt’altro che benefici alla società: ecco allora l’umanità resa schiava dai computers di “Karn Evil 9”; qui la fonte è cinematografica: il tirannico computer del brano di Emerson, Lake & Palmer è un’immagine presa a prestito da “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick.
     Ma ciò che m’interessa rilevare in merito a questo gruppo è l’alta percentuale di rimandi alla musica colta. La tendenza che già aveva contraddistinto i Nice di Keith Emerson tra i gruppi proto-progressivi era questa ricerca cosciente, rispetto a prove più casuali come quelle dei Procol Harum o sporadiche come per i Jethro Tull. Questa tendenza è stata più volte spiegata come un tentativo di voler portare il rock a pari dignità con la musica colta e Keith Emerson ha spesso indossato i panni del megalomane/genio incaricato di portare a termine questa missione.
     Tralasciando i giudizi di merito, c’è da dire che gli esempi di contaminazione e di incursione nella musica colta (jazz compreso) sono in EL&P assai numerosi: “The Barbarian” e “Knife edge” sono arrangiati rispettivamente sull’“Allegro Barbaro” di Bartók e il quinto movimento della “Sinfonietta” di Jánacek; “Toccata” sul quarto movimento del “Concerto per piano N°1” di Alberto Ginastera; “Canario” sulla “Fantasia para un gentilhombre” di Joaquìn Rodrigo; “Hoedown” e “Fanfare for the Common Man” su lavori di Aaron Copland; “The Enemy God Dances With The Black Spirits” contiene un estratto dal secondo movimento della “Suite scita” di Prokof’ev; inoltre cover da Irvin King, Scott Joplin o Meade Lux Lewis (la celeberrima “Honky Tonk Train Blues”). Ovviamente il tutto è rivisto secondo canoni ritmici e timbrici completamente diversi; basti pensare che “Toccata”, non solo viene eseguita con l’Hammond anziché il pianoforte, ma presenta pure la sezione ritmica completa di basso elettrico e batteria; in questo tipo di rivisitazioni inoltre troviamo talvolta arrangiamenti vocali originali comprensivi di testo. In questo senso, la rivisitazione più nota di Emerson, Lake & Palmer sono i “Quadri di un’esposizione” di Mussorgsky (1874). La trasposizione rock di EL&P (che per ovvi motivi formali e timbrici prende spunto principalmente dalla versione orchestrale di Ravel del 1922) risale al ‘71 ed è, registrato dal vivo, il terzo album del gruppo: “Pictures at an Exhibition”.
     L’intero ciclo pare svolgersi, inizialmente, come in Mussorgsky, ovvero presentando i quadri esposti alla mostra a uno a uno e raccordandoli tramite la composizione “Promenade”; ma l’album di EL&P taglia alcuni episodi del compositore russo per aggiungerne altri, come una sezione in stile blues o un brano assente in origine. Molti temi svolti in Mussorgsky dai fiati, vengono eseguiti dal gruppo con l’Hammond o col Moog (quando addirittura dalla voce unitamente a testi verbali originali).
     A seguito della nascita del punk e della disco, i principali gruppi progressivi sceglieranno o la strada dell’ulteriore complessità (e il pubblico resterà di nicchia) o della semplificazione. Se per gruppi come Genesis o Yes, la semplificazione si rivelerà un trampolino per le classifiche pop/rock, per Emerson, Lake & Palmer sarà un fallimento. Probabilmente questo è da imputare al fatto che più che di svolta si tratterà di una semi-semplificazione che non accontenterà né il pubblico pop (per il quale i virtuosismi eccessivi ancora presenti risulteranno stucchevoli), né il pubblico progressive (per il quale le strutture si sono troppo standardizzate sulla forma-canzone); a tal proposito sarebbe chiarificatore un ascolto dell’album “Love Beach” del 1978, condensato di questa tendenza di fine decennio.
     Intraprenderanno una pressoché silenziosa carriera solista sia Greg Lake che Keith Emerson, quest’ultimo soprattutto come autore di colonne sonore (da ricordare se non altro lo stupendo tema di “Inferno” del nostrano Dario Argento), mentre volerà in testa alle classifiche Carl Palmer, con gli Asia. I vari tentativi di reunion non hanno in sostanza lasciato segni considerevoli (in definitiva neanche “Black Moon”, del ’92, può esser considerato tale). La discografia essenziale che consiglio è comunque la seguente (n.d.a.: per i dati discografici mi sono attenuta alla prima uscita in vinile):

Emerson, Lake & Palmer, Atlantic 19120, 1970
Tarkus, Atlantic 19121, 1971
Pictures at an exhibition, Manticore 66666, 1971
Trilogy, Atlantic 19123, 1972
Brain Salad Surgery, Manticore 66669, 1973
Works Vol. 1, Atlantic 7000, 2LP, 1977
Works Vol. 2, Atlantic 19147, 1977

Irene Vanni

0 commenti:

Posta un commento